Dove sono le Beccacce?


Infatti stando alle informazioni divulgate, dai monitoratori della specie della Russia occidentale, quest’anno ha fatto registrare la percentuale più bassa degli ultimi dieci anni dal punto di vista riproduttivo, in quanto la situazione climatica al momento della schiusa delle covate non è stata favorevole tale condizione sta trovando conferma anche nei dati raccolti in Francia e Regno Unito.

Preoccupa in particolare il fatto che la proporzione dei giovani dell’anno inanellati nella Russia centrale nel mese di settembre/ottobre 2017, quindi a ridosso della migrazione autunnale, sembra essere la più bassa degli anni 2000, compresi gli anni caratterizzati da forte siccità (2002/2003 e 2010/2011).

Ci sembra quanto mai importante informare i cacciatori di quanto sta accadendo alla specie, anche se cicli di alti e bassi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma è importante sensibilizzare i cacciatori su queste tematiche, in quanto ne va del futuro della specie. preservare i contingenti riproduttivi è quanto mai importante dal punto di vista della conservazione della specie e darebbe anche un segnale importante che i cacciatori sono una componente importante della gestione della fauna.

L’Arci Caccia Umbria invita i cacciatori ad una drastica diminuzione dei prelievi, in particolare se si dovessero ripetere le condizioni climatiche dello scorso gennaio ed in più sarebbe quanto mai auspicabile che in caso di ondate di freddo anomalo la Regione si impegni ad applicare correttamente il protocollo gelo, ovvero sospendere la caccia nei periodi di freddo particolarmente intensi e con temperature per giorni al disotto dello zero, condizioni queste che rendono ancora più vulnerabile la specie.

Arci Caccia Umbria

Infatti stando alle informazioni divulgate, dai monitoratori della specie della Russia occidentale, quest’anno ha fatto registrare la percentuale più bassa degli ultimi dieci anni dal punto di vista riproduttivo, in quanto la situazione climatica al momento della schiusa delle covate non è stata favorevole tale condizione sta trovando conferma anche nei dati raccolti in Francia e Regno Unito.

Preoccupa in particolare il fatto che la proporzione dei giovani dell’anno inanellati nella Russia centrale nel mese di settembre/ottobre 2017, quindi a ridosso della migrazione autunnale, sembra essere la più bassa degli anni 2000, compresi gli anni caratterizzati da forte siccità (2002/2003 e 2010/2011).

Ci sembra quanto mai importante informare i cacciatori di quanto sta accadendo alla specie, anche se cicli di alti e bassi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma è importante sensibilizzare i cacciatori su queste tematiche, in quanto ne va del futuro della specie. preservare i contingenti riproduttivi è quanto mai importante dal punto di vista della conservazione della specie e darebbe anche un segnale importante che i cacciatori sono una componente importante della gestione della fauna.

L’Arci Caccia Umbria invita i cacciatori ad una drastica diminuzione dei prelievi, in particolare se si dovessero ripetere le condizioni climatiche dello scorso gennaio ed in più sarebbe quanto mai auspicabile che in caso di ondate di freddo anomalo la Regione si impegni ad applicare correttamente il protocollo gelo, ovvero sospendere la caccia nei periodi di freddo particolarmente intensi e con temperature per giorni al disotto dello zero, condizioni queste che rendono ancora più vulnerabile la specie.

Arci Caccia Umbria